Nel 1973 ho conosciuto Lino Banfi in un cabaret di Trastevere dove ero finito fatalmente ed in cui, insieme al comico Gennarino Palumbo del teatro di Eduardo De Filippo ed altri comici minori, interpretava sketch talmente esilaranti che andai a vederlo per una settimana di seguito.

Lino mi fece impazzire da subito e capii che era un artista con un carisma ed un talento straordinari. Il suo teatro era poverissimo: il sipario era stato confezionato con sacchi di juta. Poiché gli spettatori erano pochi per una settimana mi portai dietro non meno di trenta persone per volta.

Una sera invitai Lino e tutta la compagnia a cena dopo lo spettacolo ed alla fine della divertentissima e folkloristica serata proposi a Lino un film da protagonista.

E' inutile dire che lui pensava che io fossi ubriaco, in quanto aveva avuto parti secondarie in altri film ma mai un ruolo primario. Il giorno dopo gli mandai il contratto offrendogli cinque milioni di lire. Ovviamente, meritava molto di più ma per me rappresentava un grosso rischio.

Il film - Il brigadiere Zagaria ama la mamma e la polizia - fu invece un enorme successo di pubblico e campione di incassi nel 1973. E' tuttora tra i DVD più venduti.

Quando uscì il film, Amati, il proprietario delle migliori sale di Roma, mi dette per pochi giorni il cinema Cola di Rienzo, convinto che non avrebbe avuto molto successo ed invece, vi fu una tale affluenza di pubblico che il secondo giorno mi chiamò offrendomi altre quattro sale in contemporanea.

Conservo ancora una grande amicizia con Lino, tanto che lui mi ha voluto ricordare nelle sue interviste relative alla fiction Il Commissario Zagaria, remake del Brigadiere.